lunedì 28 marzo 2011

Due zingari


Una canzone bellissima (una delle tante) di Francesco De Gregori.

Buon ascolto..


Due zingari.

Ecco stasera mi piace così
con queste stelle appiccicate al cielo
la lama del coltello nascosta nello stivale
e il tuo sorriso trentadue perle
così disse il ragazzo nella mia vita non ho mai avuto fame
e non ricordo sete di acqua o di vino
ho sempre corso libero, felice come un cane.
Tra la campagna e la periferia e chissà da dove venivano i miei
dalla Sicilia o dall'Ungheria
avevano occhi veloci come il vento leggevano la musica
leggevano la musica nel firmamento

Rispose la ragazza ho tredici anni
trentadue perle nella notte
e se potessi ti sposerei per avere dei figli
con le scarpe rotte
girerebbero questa ed altre città
questa ed altre città a costruire giostre e a vagabondare
ma adesso è tardi anche per chiaccherare.

E due zingari stavano appoggiati alla notte
forse mano nella mano e si tenevano negli occhi
aspettavano il sole del giorno dopo
senza guardare niente
sull'autostrada accanto al campo
le macchine passano velocemente
e gli autotreni mangiano chilometri
sicuramente vanno molto lontano
gli autisti si fermano e poi ripartono
dicono c'è nebbia, bisogna andare piano
si lasciano dietro un sogno metropolitano.

F.B

lunedì 7 febbraio 2011

cose che amo

Sono poche, e preziose:

l'amicizia, quella vera
l'imperativo che mi impone di trattare le persone come fini, e mai come mezzi
l'affetto delle persone che sono importanti per me
la mia terra
le letture illuminanti
la finezza intellettuale
la bottarga
il buon vino
una persona speciale, praticamente due
il cinema
la gioia del gol
i miei nonni
la mia famiglia

banalità, lo so, però talvolta è utile ricordarsi ciò che è davvero importante...

R.S.

giovedì 20 gennaio 2011

il mondo è per i furbi...

mi scontro da tempo con questa dura realtà, e in particolar modo in questo momento della mia vita. La cultura, la conoscenza, la finezza nel gusto, anche la gentilezza e la disponibilità, passano in secondo piano rispetto alla capacità di manipolare, di imbrogliare. Nella vita chi non ha scrupoli, chi agisce in mala fede, chi tratta le persone come strumento e non come fine, spesso ottengono ciò che vogliono.

quello che mi consola è che io, anche se ottenessi ciò che quelle persone vogliono e ottengono non sarei felice, perchè spesso i desideri di coloro che li esaudiscono sono vuoti e privi di vera importanza.

Dunque ben venga il fallimento, perchè se fallisco cercando di ottenere qualcosa che mi permetta di avere stima di me, pur fallendo mi permetterà di guardarmi allo specchio e non disprezzarmi. Provo pena verso chi vive in un mondo meschino, e invece di indignarsi usa questo mondo per i propri miseri obiettivi...

R. S.