"Salve, mi chiamo Jack Bananis e rispondo all'annuncio che ho trovato sul vostro sito.
Credo di avere le caratteristiche da voi richieste, a parte per le ali e l'aria distinta, come posso fare? E' un requisito fondamentale?
Io sono una scimmia di buona volontà e disposta ad imparare e applicarmi.
So che se l'avete scritto, il requisito ali, sicuramente è necessario, ma non potremmo trovare un accordo?
Io mi impegnerò per fare in modo che la mia mancanza di ali non sia un problema o vi crei rallentamenti o disturbo.
Dovete sapere che sono una persona disponibile e che si sacrifica per il lavoro, non perdo tempo e sono una scimmia diligente!
Vi prego di tenere in conto questo, quando passerete a rassegna i curriculum che vi arriveranno.
L'ho sempre detto che un paio di ali mi avrebbero fatto comodo, ma non è colpa mia se ho preso da mia madre che le ali non le ha! Da parte di mio padre hanno tutti le ali, addirittura c'è chi ne ha due paia.
Non è colpa mia se non ce le ho! Vi prego, datemi un'opportunità..queste ali insomma..sono proprio necessarie..siete sicuri di avere scritto giusto nell'annuncio?
Ma siamo sicuri che non sia uno scherzo? Volete prendervi gioco di me? Solo perché non ho le ali?
Ad ogni modo, volevo solamente informarvi che non ho le ali e l'aria distinta, spero non sia un problema per voi.
Nelle mie caratteristiche personali, nel mio curriculum, ho messo in evidenza il mio primato provinciale di quantità di banane mangiate in 10 minuti, so che è una capacità notevole e magari poteva tornare utile per inquadrarmi e capire il mio valore.
distinti saluti
(anche se io non ho l'aria distinta)
Jack Bananis"
Ora, a chi di voi non sarà capitato di leggere una mail del genere? O si sentirsi protagonisti come la nostra povera amica scimmia di situazioni del genere...NO!? Beh, a me è capitato.
Proprio come in una favola di Esopo io mi son sentita come una scimmia senza ali che cerca lavoro. Le ali mancanti spesso erano sostituite da mancanza di esperienza ( necessaria per lavorare, anche se non puoi fare esperienza se non inizi pur da qualche parte), da titoli non idonei (una laurea magistrale in Scienze Motorie non ha credito a quanto pare neanche a livello nazionale, dato che non è stato creato neanche un albo nazionale e lo Stato non ci tutela, legiferando e obbligando ad assumere personale laureato in s.m. per lavorare in palestra e nelle scuole) oppure semplicemente non ho la faccia giusta, i modi giusti o l'abbligliamento giusto (in un negozio di scarpe qui a Bologna cercavano una commessa e io ho portato il curriculum, naturalmente non ho avuto notizie da parte loro, però mi hanno informato che le loro scarpe da lavoro, quelle che mi sono comprata io, costavano 130 pannocchie..CAVOLO! TUTTI DOVREBBERO AVERE DELLE SCARPE DA LAVORO DEL GENERE!).
Insomma, cercare lavoro non è facile dato che non si sa dove sbattere la testa e TROVARLO ancora meno.
Inizio a credere che il problema sia io..magari non ho l'aria distinta, la puzza sotto il naso o non sono disposta a mentire per farmi dare un lavoro.
In ogni caso la ricerca di un impiego nel 2010 è davvero difficoltosa, per tutti: scimmie, non laureati, laureati e dottorati.
Non bisogna abbattersi e continuare a cercare, leggere, informarsi o per sentito dire perché si sa, la botta di culo è sempre dietro l'angolo! si, per altri magari.
Questo mio pensiero forse è semplicemente lo sfogo della mia frustrazione o forse una realtà che, per molti giovani e meno giovani, è sempre attorno a noi ( e non come le compagnie telefoniche).
Parlava della sua vita e ogni tanto si, parlava di quanto fosse stata dura, ma la cosa più impressionante era che senza dubbio la sua vita era stata INCREDIBILE, faticosa, dura e purtroppo dolorosa, ma lui continuava a dire che era stato fortunato e che comunque era andata così.
Dentro di me riflettevo, mentre raccontava della vita in miniera, di quanto io sia fortunata e di quanto vorrei lavorare e mi accontenterei di qualcosa che mi desse da vivere.
Lui si era spaccato la schiena, riempito i polmoni di polvere e gas per 21 anni della sua vita lontano dalla sua terra e nonostante questo, ho avuto l'impressione che stesse meglio di me.
Forse perché era il racconto di un vecchio che ha già vissuto la sua vita e quando si racconta qualcosa già successa è diverso che trovarsi nella situazione in quel momento, forse invece, la tempra e il carattere creato con sacrificio e l'umiltà di ciò che si ha e si può fare pur di vivere, danno un sapore diverso al suo racconto.
Mi sentivo stupida e frivola nella mia scontentezza.
Guardare quell'intervista mi ha fatto venire voglia di non mollare mai, per nessuno e per nessuna ragione.
La storia insegna, ma gli adorabili nonnini sardi, di più.
M.L.M.