Iniziamo da questa domanda: il contrario di caos è equilibrio o disordine? o qualche altra parola?
Potrei dire che il caos è camera mia, se pensassi che il contrario di caos sia ordine. camera mia manca di ordine ma manifesta un certo approssimativo equilibrio, che mi permette di individuare gli oggetti che mi servono, di muovermi al suo interno, di viverci con una certa facilità.
Ma per molti il contrario di caos è proprio equilibrio
Io non la vedo in questo modo.
Non per buttarla in politica, lungi da me; come sapete è un argomento che neanche mi interessa (parlerei volentieri di macchine e di pettegolezzi sconci, ma nessuno al mondo ne è interessato), ma l'italia è nel caos, e su questo c'è poco da discutere. La cosa terribile, a mio avviso, è che nonostante la totale mancanza di controllo sulle cose, sulle illegalità, sulle infiltrazioni mafiose, esiste un equilibrio solido, che permette a pochi di ottenere ciò che vogliono.
Quando esiste un equilibrio, a dispetto del caos, è difficile scalfirlo. Sarebbe necessario un completo cambiamento di paradigma, non la protesta di un gruppo, ma una profonda modifica nel modo di pensare della gente, un'analisi su se stessi in primo luogo.
Il caos in Italia si regge sugli assunti che la gente neanche più discute (pensa a te stesso, fatti gli affari tuoi, così va il mondo). Conosco molte persone che, davanti a notizie sconcertanti, si guardano intorno e vedono l'indifferenza della gente, sconsolate. Il problema è che per molti alcune notizie possono non essere rilevanti, perchè non li riguardano, perchè riguardano le persone potenti, che sono tutte uguali, non possono essere rimosse, non possono essere cambiate. Meglio farsi gli affari propri.
L'equilibrio nel mezzo del caos non si abbatte estremizzando il confronto, o urlando allo scandalo. I penso che sia necessario far pensare alla gente le cose che dà per scontate, far capire quanto alcuni ragionamenti si poggiano su presupposti mostruosi, anti-sociali, reazionari. Occorre che la gente sia consapevole delle proprie miserie, del proprio egoismo.
Verga parlava del "ideale dell'ostrica": in un mondo troppo difficile da affrontare non abbandonare la roccia a cui sei attaccato, non provare a fare il passo più lungo della gamba, perchè il sistema ti mangerà vivo, mantenendo l'equilibrio. A me sembra che in Italia molti la vedano ancora così: meglio lasciar perdere le cose più grandi di noi, meglio pensare al nostro piccolo orticello.
Ma anche quelli che vogliono cambiare le cose secondo me sbagliano. Urlare contro il nemico, cercare la demonizzazione, presentarsi come portatori di innovazione: queste pratiche radicalizzano lo scontro e non permettono di ragionare con gli altri, di provare a condividere conoscenze e punti di vista. Il potere costituito ha sempre bisogno di un nemico, di un avversario. Diventare nemico del potere, legale o illegittimo che sia, equivale a fare il suo gioco.
Le persone capiscono molto meglio le dinamiche di contrapposizione frontale tra due parti, ma non scelgono con la testa da che parte stare, usano solo la pancia: é il caos che si impadronisce di loro, stabilendo un equilibrio creato dalla contrapposizione di due forze.
Non ho una soluzione per rompere l'equilibrio, ho solo una mia linea guida: qualsiasi cosa faccio, cerco di coglierne ogni lato. Ragiono su come alcuni strumenti possono in qualche modo controllarmi, e su come alcune mie azioni derivano dalla miseria che è dentro me, come è dentro ognuno di noi.
Non riesco, solitamente, a schierarmi incondizionatamente da una parte, anzi cerco di discutere delle contraddizioni esistenti, di trovare punti di vista in comune di fare casino. Perchè con lo scontro non si ottiene niente, con le rivoluzioni di un gruppo contro un altro non si può che ottenere la vittoria di un gruppo su un altro. Rivoluzione si, parola suggestiva, ma un rivoluzione di pensiero, che intacchi i confini, che sia trasversale, che faccia parlare tra loro vecchi nemici, che crei disordine, che combatta l'equilibrio.
Dunque dico, viva il disordine, lo smantellamento della contrapposizione frontale:
USIAMO IL DISORDINE PER CONTRASTARE IL CAOS.
Usiamo il pensiero per far pensare la gente, non per convincerli che abbiamo ragione. Dal disordine si può giungere a un nuovo equilibrio, col disordine si può combattere il caos.
Ben venga il caos, perché l'ordine non ha funzionato.
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