giovedì 4 novembre 2010

Aooga Horn..


Questo signori, è un clacson.
Da un mesetto a questa parte, da quando abitiamo in questa nuova casa, capita ogni sera , nella strada che passa affianco a casa, di sentire verso le ore 20 questo suono.
Giorno dopo giorno, all'ora di cena, io e il mio ragazzo sentiamo questo allegro strombazzar, esattamente quattro colpi di questo simpaticissimo clacson.
La cosa più strana è che ogni volta che sentivamo questo Aooga horn (il suo nome in inglese) siamo in casa, quindi non sappiamo da chi provenga o che mezzo lo emetta.
Una sera per caso, ero in strada e proprio a quell'ora, fuori dalla pizzeria d'asporto che sta a 20 metri da casa mia, quando all'improvviso eccolo, AOOOOGA AOOOOGA! AOOOOGA AOOOOOGA! E' lui! Subito mi volto in strada, via massarenti, per vedere chi è, che mezzo ha e soprattutto capire PERCHE' suoni, ogni giorno, alla stessa ora il clacson quando passa di lì.
Era un motociclista, vestito di nero, casco nero e visiera alzata e non sembrava per nulla un ragazzino, anzi, un uomo adulto sulla cinquantina.
Non credevo ai miei occhi! Alessio era a lavoro e io ero sola davanti al motociclista misterioso che lo guardavo sfrecciare e suonare allegro il suo clacson per una, due, tre e quattro volte.
Quell'episodio naturalmente lo raccontai ad Alessio, che anche lui mostrava una certa curiosità verso l'appuntamento sonoro che ormai conoscevamo da un mese.
Oggi c'è stato un cambiamento, non alle 20, ma alle 16, il misterioso motociclista ha esordito per la strada con il suo "canto di combattimento". Subito io e Alessio ce ne siamo accorti e abbiamo commentato.
Spero di riuscire a scoprire qualcosa di più prima o poi, o magari di rivederlo, ma non posso passare il resto delle mie sere alle ore 20 all'incrocio aspettando che passi il motociclista compagnone.
Non so perché lo faccia, per chi o da quanto tempo lo faccia, ma vi dirò che questo saluto ogni volta che lo sento mi mette allegria, come quando saluti qualcuno che conosci da anni.
Come uno di famiglia.

M.L.M.

1 commento:

  1. Credo che sia un poco come accade a me a Venezia con le sirene dei rimorchiatori che scortano le navi all'ormeggio.
    Passano tutte davanti alla mia barca, e quando sento le sirene è difficile resistere... devo uscire fuori a guardare spuntare il rimorchiatore da dietro il mulino Stucky, seguire il cavo di rimorchio, e infine veder spuntare la prua della nave e guardarla mentre passa.
    Ma non è la nave di per se a colpirmi, quanto il suono della sirena, che evoca immagini di porti lontani, sospesi nel tempo e nello spazio. Marinai, navi, merci, gente che viene, gente che va... cime, odori di mare, misti a quelli delle navi e del cibo... e intanto la nave è passata, e cominciano le manovre per l'ormeggio. Torno sottocoperta e ringrazio per questo spettacolo che posso vedere tutti i giorni e che mi porta lontano con la fantasia

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