Poniamo, per assurdo, che una persona molto potente, magari eletta in Parlamento e ricoprente una posizione di potere nell'esecutivo nazionale, venga implicata in uno scandalo a luci rosse, in cui sono coinvolti importanti giornalisti, impresari, imprenditori.
Poniamo, sempre per assurdo, che questa persona venga accusata di intrattenersi con giovani ragazze minorenni, che forniscono prestazioni sessuali a pagamento.
Poniamo, decisamente per assurdo, che si tratti di un caso di cronaca italiana. Quale sarebbe la reazione dell'opinione pubblica?
Come tutto ciò che accade in Italia, ci sarebbero due fazioni contrapposte. Da una parte i perbenisti, che vogliono le dimissioni di questa persone, perchè è andato con una minorenne; dall'altra parte quelli a sostegno della tesi che le faccende private devono rimanere private.
E poi ci sono io:
Io che penso che le abitudini sessuali di chiunque siano un affare privato, fino al momento in cui non si arriva a commettere un reato. Ora, sappiamo che andare a letto con una di 17 anni NON è un reato, ma andare con le prostitute lo è. Una figura pubblica, a maggior ragione, commette un terribile errore non perchè faccia qualcosa per me immorale, ma perchè si mette in una situazione pericolosa. Commettendo un reato non mette a repentaglio solo la propria libertà, ma quella di tutti noi, perchè diventa una persona ricattabile, e può essere messa in scacco da malintenzionati, può essere usata come strumento per ottenere benefici illeciti.
Dunque, non è moralismo quello di chi si indigna davanti a certe notizie, ma è una reale preoccupazione. Un Paese in cui chi ci guida è avvezzo ad abitudini non sane è preoccupante, vive nell'illegalità, avvantaggia chi detiene il potere di ricatto, ci rende meno LIBERI, e meno sicuri che la legge venga rispettata.
E un Paese senza legge è una selvaggia anarchia.
R.S.
Chi di illegalità ferisce, di illegalità perisce.
RispondiEliminaC'è da chiedersi qua se chi perisce sia la stessa persona che ferisce, o se chi ferisce faccia poi perire chi ingenuamente l'abbia collocato dove sta.
"Mh...la seconda che ho detto..."