Magari mi sbaglio, ma mi sembra che il nostro ordinamento politico non abbia MAI approvato nessuna riforma costituzionale riguardante l'assetto parlamentare del sistema politico.
Per questo motivo la litanìa che ci accompagna da anni secondo cui il popolo ha ELETTO il governo è un falso storico.
L'elettorato decide la composizione parlamentare (tacendo degli effetti distorcenti dei sistemi elettorali) e il Presidente della Repubblica nomina un Presidente del Consiglio (previa consultazione dei leader dei gruppi parlamentari), cui delega il compito di definire una squadra di governo
Il governo, inoltre, necessita di presentarsi in parlamento così da ottenere la fiducia da parte della maggioranza dei membri di entrambe le Camere.
Se un governo perde questa fiducia, anche nel mezzo del proprio mandato, può o dimettersi volontariamente, o cadere perchè perde un voto su cui esso stesso ha posto la fiducia, o in seguito a un voto di sfiducia, proposto dagli stessi membri del Parlamento.
Se un governo cade in un regime parlamentare, però, non si deve andare FORZATAMENTE a nuove elezioni. Il parlamento può garantire la fiducia a un nuovo governo, di diversa composizione politica o anche solo guidato da persone diverse.
Una pratica del genere non dovrebbe far gridare allo scandalo, è tipico della vita democratica, è stata una prassi diffusa nel lungo periodo che va dal 1948 al 1992.
Votare è un diritto importantissimo, che permette a tutti di contribuire alla presa di decisioni, ma votare spesso può essere deleterio per la democrazia. Un regime parlamentare permette agli eletti di esercitare il proprio potere per l'intera legislatura, che può durare massimo per 5 anni, andando anche contro i partiti grazie ai quali hanno conquistato la propria posizione.
La sanzione dell'elettorato non dovrebbe essere sull'operato del governo, ma sui parlamentari che hanno contribuito a eleggere, dunque solo indirettamente sulla scelta di appoggiare o essere contro l'esecutivo: è in questo modo che si garantisce la volontà popolare, permettendo ai cittadini di esprimere le proprie preferenze riguardo ai candidati parlamentari.
Ovviamente in un regime bipolare la composizione del futuro governo è prevedibile, se si conoscono i risultati elettorali. Ma se nessuna delle due forze maggiori ottiene una solida maggioranza, questo regime permette la formazione di governi di composizione differente, legittimi e democratici come qualunque altro.
Dunque, dovesse cadere il governo, per il nostro bene, io auspico che NON si torni a votare. Bloccare l'attività di governo per mesi, in occasione di una nuova campagna elettorale, non può che essere deleterio per uno Stato che vive un momento di grandi difficoltà. Sarebbe molto più proficuo governare e smettere di litigare; trovare accordi su alcuni punti chiave, cruciali per il rilancio di una situazione economica disastrosa e di un mercato del lavoro asfittico, per combattere criminalità e corruzione diffuse.
R.S.
che lezione!
RispondiEliminaAdesso mi vado a vedere "Godfellas", poi ne riparliamo...
RispondiEliminaLa democrazia è un arte: l'arte di far credere al popolo che è lui a governare... (anonimo italiano)
RispondiEliminaCome nella trama di un horror di serie C: da subito si sa quale sia la scelta migliore da fare, così come si sa che puntualmente verranno fatti tutti gli errori più banali e nocivi.
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